Di seguito sono indicate le misure fiscali per l’emergenza Covid derivanti dai principali interventi normativi.

Tra queste misure rientrano:

  • proroga dei versamenti della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP;
  • sospensione dei versamenti relativi ai contributi previdenziali e assistenziali, alle ritenute alla fonte, alle addizionali regionali e comunali dell’IVA in scadenza nel mese di dicembre 2020;
  • proroga dei termini per il pagamento delle rate relative ad alcuni istituti di pace fiscale, ovvero di definizioni agevolate e di saldo e stralcio dei debiti tributari;
  • sospensione del versamento delle entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento,
  • sospensione del pagamento delle cartelle, degli avvisi di addebito e di accertamento affidati all’Agente della riscossione;
  • crediti d’imposta;
  • esenzione IMU.

 

Proroga del termine di versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP

Il Decreto Ristori Quater ha prorogato il termine di versamento della seconda o unica rata dell’acconto delle imposte sui redditi e dell’IRAP al 30 aprile 2021 per:

  • imprese e lavoratori autonomi con fatturato inferiore ai 50 milioni di Euro nel periodo di imposta precedente e che hanno subito nel primo semestre 2020 una diminuzione del fatturato di almeno un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
  • imprese e lavoratori autonomi, a prescindere dai requisiti indicati al punto precedente, che operano nei settori economici individuati dagli allegati 1 e 2 del Decreto Ristori Bis, che hanno domicilio fiscale o sede operativa in una zona rossa.

 

Sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre

Il Decreto Ristori Quater ha previsto la sospensione dei versamenti tributari e contributivi in scadenza nel mese di dicembre per i seguenti soggetti beneficiari:

  • imprese e lavoratori autonomi con fatturato inferiore ai 50 milioni di Euro nel periodo di imposta precedente e che hanno subito nel primo semestre 2020 una diminuzione del fatturato di almeno un terzo rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente;
  • imprese e lavoratori autonomi, a prescindere dai requisiti indicati al punto precedente, che operano nei settori economici individuati dagli allegati 1 e 2 del Decreto Ristori Bis, che hanno domicilio fiscale o sede operativa in una zona rossa;
  • imprese e lavoratori autonomi che hanno intrapreso l’attività dopo il 30 novembre 2019;
  • a prescindere dai requisiti di fatturato e dalla sua diminuzione, i soggetti che:

Per i soggetti sopra indicati sono sospesi i termini di versamento, che scadono nel mese di dicembre 2020, relativi a: 

  • versamenti delle ritenute alla fonte
  • versamenti relativi all'IVA
  • versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali

I versamenti sospesi devono essere effettuati entro il 16 marzo 2021, anche attraverso rateizzazione, con un massimo di quattro rate mensili. Non viene rimborsato quanto già versato. 

 

Proroga dei termini per il pagamento delle rate relative ad alcuni istituti di pace fiscale, ovvero di definizioni agevolate e di saldo e stralcio dei debiti tributari

Con il comunicato stampa n.36 il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha comunicato che è in corso di redazione il provvedimento che differirà il termine del 1° marzo 2021 per il pagamento delle rate della “rottamazione-ter” e del “saldo e stralcio”.

Il termine riguarda le rate del 2020 ancora non versate a cui si aggiunge la prima rata del 2021 della rottamazione-ter.

Il provvedimento entrerà in vigore successivamente al 1° marzo 2021 e i pagamenti, anche se non intervenuti entro tale data, saranno considerati tempestivi purché effettuati nei limiti del differimento che sarà disposto.

 

Sospensione di tutte le entrate tributarie e non tributarie derivanti da cartelle di pagamento, avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente della riscossione

Il pagamento delle cartelle, gli avvisi di addebito e avvisi di accertamento affidati all’Agente di riscossione è sospeso fino al termine del 28 febbraio 2021.

 

 

Credito d’imposta

1. Credito d’imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d’azienda

I Decreti Ristori hanno previsto la misura del credito d’imposta per la locazione di immobili non abitativi e per l’affitto d’azienda per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020.

Per le imprese che operano nei settori indicati nell’Allegato 2 del Decreto Ristori Bis, e per le imprese che operano con i codici ATECO 79.1, 79.11, 79.12 nelle zone rosse spetta un credito d’imposta per le locazioni ad uso non abitativo e per l’affitto d’azienda per i mesi di ottobre, novembre e dicembre 2020.

Per le imprese con fatturato inferiore ai 5 milioni è previsto un credito di imposta pari al 60% dei canoni di locazione e nel caso di affitto di azienda il credito di imposta spetta nella misura del 30% dei canoni.

Per le imprese con fatturato superiore a 5 milioni il credito di imposta si riduce rispettivamente al 20% e al 10%.

Il Decreto Rilancio ha previsto un credito d’imposta per i mesi di marzo, aprile, maggio e giugno per le attività che hanno subito un calo del fatturato del 50% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

Le misure previste sono le seguenti:

  • il credito d’imposta del 60% per la locazione di immobili ad uso non abitativo per le imprese con fatturato inferiore a 5 milioni;
  • il credito d’imposta del 30% per l’affitto d’azienda o per contratti di servizi a prestazioni complesse. Per le strutture turistico-ricettive, il credito d’imposta per l’affitto d’azienda è pari al 50%. Se nella stessa struttura turistico-ricettiva sono stipulati due contratti distinti, relativi all’affitto d’azienda e alla locazione dell’immobile, il credito d’imposta spetta per entrambi i contratti;
  • per gli esercenti di attività di commercio al dettaglio con ricavi superiori a 5 milioni è previsto un credito d’imposta del 20% per i canoni di locazione e del 10% per l’affitto d’azienda e per i contratti a prestazioni complesse.

 

2. Credito d’imposta per botteghe e negozi

Il Decreto Cura Italia prevedeva, per il mese di marzo 2020, un credito d’imposta nella misura del 60% dell’ammontare del canone di locazione per gli immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Il credito era utilizzabile esclusivamente in compensazione.

Per coloro che hanno usufruito del credito d’imposta qui indicato non possono usufruire di quello indicato nell’articolo 28 del Decreto Rilancio.

 

3. Credito d’imposta per l’adeguamento degli ambienti di lavoro

Il Decreto Rilancio ha introdotto un credito d’imposta pari al 60% delle spese sostenute nel 2020, fino ad un limite di 80 mila euro, per interventi di rifacimento di spogliatoi e mense, e per la realizzazione di spazi comuni e ingressi, di spazi medici; acquisto di apparecchiature per il controllo della temperatura dei dipendenti e degli utenti e di arredi di sicurezza.

Spetta alle imprese ed ai lavoratori autonomi che esercitano la loro attività in luoghi aperti al pubblico.

Il credito d’imposta, fino all’ammontare massimo fruibile, può essere utilizzato esclusivamente in compensazione dal 1° gennaio 2021 e fino al 30 giugno 2021.

 

 

Esenzione IMU

La legge di Bilancio 2021 ha previsto l’esenzione della prima rata IMU per il 2021 relativa a:

  1. immobili adibiti a stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, nonché per immobili degli stabilimenti termali;
  2. immobili rientranti nella categoria catastale D/2 (relativa ad alberghi e pensioni), gli immobili degli agriturismi, dei villaggi turistici, degli ostelli della gioventù, dei rifugi di montagna, delle colonie marine e montane, degli affittacamere per brevi soggiorni, delle case e appartamenti per vacanze, dei bed & breakfast, dei residence e dei campeggi, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.
  3. Immobili rientrati nella categoria catastale D per attività espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni;
  4. immobili destinati a discoteche, sale da ballo, night-club e simili, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Il Decreto Agosto ha previsto che non è dovuta l’IMU per gli anni 2020 e 2021 per gli immobili rientranti nella categoria catastale D/3 destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti e spettacoli, a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività ivi esercitate.

Il Decreto Agosto inoltre ha previsto l’esenzione della seconda rata IMU per il 2020 per gli immobili indicati nei due paragrafi precedenti.

In precedenza, il Decreto Rilancio aveva previsto l’esenzione della prima rata IMU per il 2020 per gli immobili indicati nei primi tre punti dell’elenco degli immobili esonerati dal pagamento della prima rata IMU 2021.

 

Tutte le informazioni, complete e in costante aggiornamento, sono consultabili sulla pagina dedicata del portale dell’Agenzia delle Entrate.

 

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