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Usi e consuetudini

La Camera di Commercio ha il compito di raccogliere, accertare e revisionare usi e consuetudini connessi alle attività economiche e commerciali.

Che cosa sono, in primo luogo, gli usi?

Gli usi normativi sono norme giuridiche non scritte derivanti dal comportamento generale, uniforme e costante, osservato per un lungo periodo di tempo, con la convinzione di ubbidire ad una norma giuridica obbligatoria. Tale definizione degli usi corrisponde al concetto di consuetudine. Gli usi normativi si distinguono nettamente dagli usi contrattuali che hanno la funzione di integrare e di fornire elementi per l'interpretazione dei contratti (art. 1374 C.C.).

Nel nostro ordinamento giuridico gli usi sono fonte terziaria, dopo le leggi e i regolamenti. Essi, come recita l'art. 8 delle preleggi, hanno efficacia solo se espressamente richiamati, nel caso di materie regolate da leggi e regolamenti (c.d. uso "secundum legem"); sono invece fonte autonoma nelle materie non regolate da legge o regolamento (c.d. uso "praeter legem").

Gli usi negoziali sono, infatti, prassi generalizzate degli affari (le cd. clausole d'uso), la cui applicazione è costante in una certa area geografica oppure in un dato settore economico. Integrano gli accordi negoziali incompleti e vincolano i contraenti che non manifestano la volontà di derogarvi disciplinando in modo diverso i reciproci rapporti.

La revisione degli usi

Le Camere di Commercio provvedono all'accertamento della validità degli usi e delle consuetudini connesse alle attività economiche e commerciali nel territorio provinciale, nonché alla loro raccolta e revisione ogni cinque anni. La Giunta della Camera di Commercio provvede all'approvazione definitiva degli stessi. La Camera di Commercio di Lucca nel predisporre le revisioni degli usi di sua competenza si occupa di assorbire fenomeni nuovi, prassi contrattuali e comportamenti non agevolmente inseribili negli schemi normativi offerti dalla legislazione.

Questa attribuzione, in merito alla quale le Camere di Commercio hanno già una consolidata esperienza, rientra nell'ambito della "regolazione del mercato" e si ricollega alle stesse finalità di accertamento delle regole di equità contrattuale che oggi si intendono perseguire attraverso la repressione di clausole a danno delle parti contrattualmente più deboli e non giustificate dall'equilibrio degli interessi regolati dal mercato (Legge n. 580/93).

Nel 2006 è stata effettuata la revisione degli usi nei settori alberghiero, bancario e della mediazione, per i quali erano pervenute segnalazioni di modifiche e variazioni da parte di categorie economiche, associazioni ed altri interessati.

Procedimento Revisioni Usi

Il procedimento di revisione inizia con l'invio di una copia della Raccolta provinciale degli Usi a tutti i Comuni della provincia perché sia affissa nei relativi Albi comunali insieme ad un apposito manifesto, con cui vengono invitate le categorie economiche interessate, gli esperti, gli ordini professionali ecc., a formulare, entro 45 giorni dalla data di affissione, osservazioni motivate e documentate nonché proposte di modificazione o di integrazione degli usi esistenti.

Alla scadenza del termine, la Commissione provinciale degli usi competente per il loro accertamento e relativa revisione analitica, istituita presso ciascuna Camera di Commercio e composta dai rappresentanti delle Associazioni di Categoria, degli Ordini professionali e da esperti in materie giuridiche, sulla base dei lavori dei singoli Comitati tecnici, costituiti per ognuno dei settori degli usi e composti da esperti designati dalle stesse Associazioni di Categoria, redige il progetto di raccolta che diviene definitivo dopo l'approvazione della Giunta camerale. La Raccolta così compilata è depositata presso la Segreteria Generale e può essere esaminata da chiunque sia interessato. Copia autentica della Raccolta e delle modificazioni è trasmessa ai Ministeri interessati, nonché alle Corti d'Appello ed ai Tribunali che hanno giurisdizione sul territorio della circoscrizione camerale.

La registrazione degli usi, quindi, si articola in diverse fasi, l’ultima delle quali è costituita dalla pubblicazione. Dalla pubblicazione discende la possibilità di utilizzare la raccolta dei fatti e dei comportamenti registrati come fonte di diritto, senza necessità di dimostrazione del caso concreto, "fino a prova contraria", come recita l'art. 9 delle disposizioni sulla legge in generale.