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Spese del procedimento arbitrale

Le spese del procedimento arbitrale, come previsto dall’art. 37 del Regolamento, sono composte dalle seguenti voci:
a. onorari della Camera Arbitrale;
b. onorari del Tribunale Arbitrale;
c. onorari dei consulenti tecnici di ufficio;
d. rimborsi spese degli arbitri;
e. rimborsi spese dei consulenti tecnici di ufficio.

Gli onorari della Camera Arbitrale sono commisurati al valore della controversia. Al momento della presentazione presso la Segreteria della Camera arbitrale della domanda di arbitrato sono dovuti dalla parte che presenta la domanda € 50,00 per ogni € 50.000,00 di valore della controversia o frazione. Lo stesso importo è dovuto dalla parte convenuta in caso di presentazione di domanda riconvenzionale di arbitrato. Nel caso in cui il valore della controversia sia indeterminato, l’importo degli onorari da versare è provvisoriamente fissato dalla Segreteria sulla base di un valore presunto di € 25.000,00.

Gli onorari del Tribunale Arbitrale sono determinati in base al valore della controversia, secondo la tariffa allegata. Nel caso in cui il valore della controversia sia indeterminato, il Consiglio arbitrale individua la tariffa da applicare. Nella determinazione degli onorari del Tribunale Arbitrale, il Consiglio Arbitrale tiene conto dell’attività svolta, della complessità della controversia, della rapidità del procedimento, del numero di atti depositati e di ogni altra circostanza. Possono essere determinati onorari differenziati per i singoli membri del Tribunale Arbitrale. Possono essere determinati onorari inferiori al minimo delle tariffe in caso di conclusione anticipata del procedimento e superiori al massimo, fino ad un 20% in più, in casi straordinari. Su richiesta del Tribunale arbitrale, la Segreteria può accordare agli arbitri acconti commisurati al valore dell’incarico ed al lavoro fino a quel momento svolto, non superiori in ogni caso al minimo della tariffa.

Gli onorari dei consulenti tecnici di ufficio sono determinati dal Consiglio Arbitrale con equo apprezzamento, tenendo conto della tariffa professionale, della tariffa giudiziale e di ogni altra circostanza. La misura degli acconti richiesti dai consulenti tecnici di ufficio è fissata dal Consiglio arbitrale tenuto conto della complessità dell’incarico e del valore della controversia.

I rimborsi spese degli arbitri e dei consulenti tecnici di ufficio devono essere comprovati dai relativi documenti di spesa. In difetto di loro esibizione, si considerano assorbiti dai relativi onorari. I viaggi con propri veicoli a motore hanno un rimborso chilometrico pari a 1/5 del costo di un litro di benzina super.

Gli arbitri ed i consulenti tecnici di ufficio nominati nell’ambito delle procedure arbitrali amministrate dalla Camera di Commercio di Lucca emettono notula nei confronti delle parti per le prestazioni svolte avvalendosi del servizio in out-sourcing della Camera di Commercio di Lucca, che fattura in nome e per conto dei professionisti su delega di questi, così come consentito dall’art. 21 comma 1 DPR 633/72. La Camera di commercio emette fattura in nome e per conto dei professionisti, ai sensi dell’art. 21, comma 1, DPR 633/72, solo per le somme che siano state depositate dalle parti presso la Segreteria della Camera arbitrale. Nel caso in cui le parti non adempiano alle loro obbligazioni nei confronti degli arbitri e dei consulenti tecnici di ufficio omettendo di depositare le somme richieste dalla Segreteria della camera arbitrale ai sensi dell’art. 38 del Regolamento, sarà onere dei professionisti attivare eventuali procedure per il recupero del credito. In tal caso è onere di arbitri e consulenti procedere a fatturazione diretta nei confronti delle parti.